SEI UNO SCEMO!

31.12.2020

In un momento di esasperazione può capitare di rivolgersi in questi termini ad un figlio:
"Sei scemo! Non sei capace! Non ci riesci!"

Non entro nei risvolti educativi o psicologici di simili asserzioni ma faccio qualche considerazione dal punto di vista di studioso di comunicazione e motivazione.
Facciamo un balzo indietro fino al 3.400-3.300 a.C. quando con uno stiletto fatto da un pezzo di canna si incideva la superficie di tavolette di argilla morbida creando la scrittura cuneiforme.
L'argilla poi si seccava e la "scrittura" rimaneva impressa per tanto tempo.Immaginate ora che il cuneo, ovvero lo stiletto che si usava per incidere la tavoletta, sia la PAROLA detta dal genitore al figlio che è ricettivo come quell'argilla fresca.

Ogni parola importante, osservazione o asserzione rilevante (nel contenuto e nella sua forma non verbale) è come un solco di scrittura che può rimanere impresso per anni nella memoria intellettiva ed emotiva del figlio."Sei uno scemo! Non sei capace! Non ci riesci!"
Comprendete ora meglio il perché del titolo di questo mio articolo!

Un'offesa alla struttura di identità di un bambino o adolescente da parte di un punto di riferimento importante come un genitore, lascia un segno duraturo che può influenzare la costruzione dell'autostima futura.
Per concludere, rimanendo in tema del nostro gruppo Il motivatore, possiamo dire che offendere un figlio è un'ottima tecnica di... DEMOTIVAZIONE

Paolo Abozzi

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